Fabrizio Tavernelli presenta “Tormentoni e tormenti”

Homo Distopiens, questo potrebbe essere l’ultimo manufatto prima dell’estinzione dell’umanità! Al di là delle iperboli, questa frase ci pone davanti a diversi interrogativi: ci servono ancora i supporti in un modo immateriale e digitalizzato e soprattutto cosa resterà delle opere umane nel caso non remoto di una apocalisse? Nei secoli abbiamo immaginato società distopiche, sorte dopo disastri ambientali, guerre nucleari o abbiamo descritto regimi autoritari, oppressivi, sorti per reprimere le libertà individuali, le espressioni artistiche, la speranza di un futuro. Oggi questo immaginario negativo si è affacciato sulla nostra realtà quotidiana e in un certo modo stiamo vivendo in tempo reale la nostra distopia tra politiche e tendenze sociali pericolose, tra foreste che bruciano, tra scioglimento di ghiacciai e riscaldamento globale. Viviamo la possibile fine del nostro pianeta. Il terrore e il fascino si mescolano e vanno a permeare ogni settore della cultura, dai saggi filosofici alle serie televisive. La dittatura tecnocratica si è trasformata in un incubo irrazionale dove l’alta finanza è ormai una delirante setta religiosa e la tecnologia della rete ci ha mostrato una nuova era oscura. Viviamo in un perenne stato ansioso, in tensione per qualcosa che potrebbe arrivare: un asteroide che colpisce la terra, una invasione aliena o il cataclisma definitivo. Intanto una élite sta facendo progetti per lasciare il pianeta. In un certo modo siamo intenti a scrivere, sceneggiare, comporre la contemporaneità mentre si dissolve. Dopo l’Antropocene rimarrano solo le specie capaci di sopravvivere in condizioni di vita estreme, ci saranno mutazioni, ritorneranno virus rimasti congelati per millenni, forse rimarranno solo le macchine, i robot che già stanno sostituendo gli umani in un mondo governato dagli algoritmi. L’Homo Sapiens non solo comprese il valore del fuoco e imparò a conservarlo ma seppe generarlo, questo è il problema. Dopo le età del Bronzo e del Ferro siamo entrati nell’età della Plastica. Dalla migrazione dell’Homo Sapiens dall’Africa alle migrazioni climatiche di oggi. L’Homo Sapiens ha manipolato il mondo attraverso la scienza, la filosofia, la mitologia e la religione. L’era dell’Homo Sapiens è alle nostre spalle, davanti potrebbe esserci il nulla. L’Homo Distopiens (hd) osserva in alta definizione (hd) lo spettacolo della sua stessa sparizione. Ci rimangono oggetti obsoleti, libri da bruciare, opere d’arte da censurare, una natura da dominare, utopie da corrompere e un nuovo Compact Disc con dentro gli ultimi messaggi di sopravvivenza. Ribellatevi e entrate a fare parte di una avanguardia popolare! Partecipate alla lotta di resistenza al regime distopico! Cercatemi nella piattaforma criptata dell’infosfera! Sostenete e diffondete clandestinamente!

 

 

 

 

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