Ascolta “Moviti Ferma” – Il nuovo album di Eleonora Bordonaro

Questa stasi dinamica dà luogo a canzoni levigate con pazienza intorno ad un’idea centrale. Moviti Ferma: dalla barca alla culla, il dondolio è armonia di muoversi,

e stare, e vita, e cura.

Pier Andrea Canei, Internazionale

Moviti Ferma, artisticamente prodotto da Puccio Castrogiovanni, è un disco intimo e dirompente in cui la teatralità del dialetto siciliano si scioglie nell’intreccio ritmico di scacciapensieri e percussioni.
In Siciliano muvirisi non significa muoversi, ma restare.
Un ossimoro, della lingua e del pensiero, che svela l’atavico dualismo tra evolversi o resistere, tra partire e restare, tra il desiderio di andare e la condanna all’immobilità.
Di questo, di corpo e di desiderio parla Moviti ferma. È un disco corale, intriso di femminilità, potenza e fierezza, generato dalla necessità di sentirsi parte di un mondo affettuoso.
È un racconto individuale reso possibile dal sostegno di una collettività, che ne rappresenta forza e paesaggio.

In un contesto composito e corale, tenuto saldamente insieme dalla voce di Eleonora Bordonaro, le connessioni artistiche rendono omaggio alla creatività dell’area etnea, in cui autori e musicisti rinvigoriscono il patrimonio culturale dell’isola con i suoni della contemporaneità.
I testi originali raccontano della ricerca di equilibrio con la natura, della gabbia del corpo, della necessità di muoversi eppure del desiderio di restare fermi, radicati, delle sfide e del modo di affrontarle. Sono inni sfrenati e naïf e paesaggi struggenti di umanità perduta.
Un disco ritmico, sensuale, energico, teatrale nei contenuti e leggero per attitudine. I testi di Moviti Ferma nascono da personaggi che rappresentano una città curiosa e vivace: Biagio Guerrera poeta, Carmelo Chiaramonte chef, Marinella Fiume linguista, ed ex sindaca, Gaspare Balsamo Giovanni Calcagno attori, Saro Urzì padrone di casa dello storico locale Nievski.
Con ognuno si è lavorato a una storia di desiderio e comunità.

I testi hanno incontrato i musicisti che hanno vestito di note i pensieri e ne hanno fatto immagini, forse teatro, forse cinema.
Innanzitutto, Cesare Basile che più di tutti ha raccontato gli ultimi incrociando il blues, la musica africana e il cantautorato in un siciliano vero e raffinatissimo. Michele Musarra che fonde musica popolare, trance e reggae. Agostino Tilotta, anima degli Uzeda, storica noise band catanese. I Lautari che da trent’anni riscrivono la tradizione folk siciliana con un suono compatto, semplice e raffinato. E poi le orchestre giovani, cioè Sambazita, laboratorio permanente di percussioni specializzato in repertorio di afro samba, e Jacaranda Piccola Orchestra Popolare dell’Etna, con il trascinante suono folk acustico. Fabrizio Puglisi e Giovanni Arena, hanno invece  portato  la visione jazz e contemporanea alla melodia di un valzer popolare.

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