The House Flies e il magnetismo oscuro di “Derelict Crawl”

A quattro anni di distanza dal debutto sulla lunga distanza, i The House Flies tornano a far sentire la propria voce con “Derelict Crawl”, il singolo che anticipa il loro secondo album, Lions and Ore, previsto per il prossimo 6 novembre. Il quartetto di Moline, Illinois, si ripresenta con una formazione rinnovata a quattro elementi – grazie all’ingresso ufficiale del secondo chitarrista Burnie Eckhardt – e con una direzione sonora che sembra voler consolidare ed espandere le proprie radici darkwave.

Un’estetica radicata nell’alienazione

Visivamente, l’immaginario che accompagna il brano si muove su territori decisamente lo-fi e cinematografici. Il videoclip, dominato da contrasti in bianco e nero, pellicola graffiata e proiezioni di ombre che si sovrappongono a trame zebrate, riflette coerentemente la natura claustrofobica del pezzo.

Musicalmente, “Derelict Crawl” si sviluppa su una struttura circolare e ipnotica. Il brano si apre con una sezione ritmica solida e minimale, guidata da un giro di basso pulsante che detta il passo per l’intera durata della traccia. Le chitarre intervengono progressivamente, non per cercare il riff d’impatto facile, ma per stratificare il suono, creando un muro sonoro denso e cupo che richiama alla mente le atmosfere di fine anni ’70 di band come Joy Division o Bauhaus.

La voce, un baritono profondo e distaccato, recita versi che evocano un senso latente di declino fisico e isolamento rurale. Immagini di toni di libero telefonici, pelle logora e calore soffocante si intrecciano fino a confluire nel ritornello, un mantra ripetuto ed essenziale: “We don’t belong” (Non apparteniamo a questo posto).

Un’anticipazione misurata

Come dichiarato dal cantante e chitarrista Alex Riggen, “Derelict Crawl” è stato scelto come primo singolo proprio per la sua capacità di mostrare il peso specifico del nuovo album senza svelarne completamente le evoluzioni interne. Il brano, pur mantenendo una forte immediatezza formale, suggerisce una ricerca di dinamiche più ampie, alternando passaggi più rarefatti a esplosioni sonore più sature nel finale.

Per gli amanti del post-punk più introspettivo e delle sonorità d’atmosfera, “Derelict Crawl” si rivela un biglietto da visita interessante per quello che si preannuncia come un capitolo più maturo e ragionato nella discografia della band.

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