La voce che cura le distanze: il riscatto artistico di Anastasia Anniemore24

Ci sono dischi che nascono da una felice intuizione melodica e altri che si forgiano nelle fratture della vita. La storia artistica di Anastasia Anniemore24 appartiene indubbiamente alla seconda categoria. Cresciuta a Minsk tra gli studi di pianoforte e le aule della facoltà di giornalismo, Anastasia aveva iniziato a costruire il proprio percorso come redattrice musicale televisiva prima che la tempesta politica nel suo Paese d’origine la costringesse a lasciare tutto. Arrivare in Italia ha significato fare i conti con la perdita dei propri riferimenti, rimboccarsi le maniche lavorando in altri comparti, e custodire la creatività come un fuoco segreto pronto a riaccendersi.

 

Un bacio di fortuna (Vol. 3) è la testimonianza tangibile di questo riscatto umano e artistico. L’ambizione di scrivere trenta brani per trenta interpreti diversi nasce proprio dal bisogno primario di instaurare legami, di colmare attraverso il canto quel vuoto generato dallo sradicamento. L’autrice non tiene queste canzoni per sé; sceglie di donarle a voci sconosciute incontrate sulla rete, mettendosi in ascolto delle loro personalità e costruendo ponti invisibili da nord a sud dello stivale.

 

Il singolo Sirena, affidato a Vanessa Berni, racchiude l’anima di questo percorso: c’è un aneddoto rivelatore nel loro incontro, avvenuto a distanza senza essersi mai viste di persona, proprio mentre l’interprete stava leggendo un volume dedicato al mito delle sirene. Questa sincronicità si riflette nell’intensità del brano, dove le radici bielorusse di Anastasia riaffiorano nei versi recitati in russo, legando la memoria dell’infanzia alla contemporaneità del suo presente italiano.

 

La dolcezza malinconica pervade ogni angolo del disco. In Mappamondo sembra di scorgere il desiderio di trovare finalmente una terra accogliente, mentre ne Il postino risuona l’angoscia universale di chi aspetta una risposta che tarda ad arrivare. Non c’è compiacimento nel dolore; c’è piuttosto la consapevolezza matura di chi ha attraversato il freddo ed è tornato a cercare la luce. Con questo terzo volume, Anastasia ci offre una lezione di grazia e perseveranza, ricordandoci che la musica rimane il rifugio più sicuro contro ogni solitudine.

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